Pannelli fotovoltaiciPiù che di incentivi alla produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica si dovrebbe parlare di corsa ad ostacoli. Le continue modifiche agli incentivi e alle regole autorizzative hanno reso caotico, frenetico e schizofrenico il settore.
Quando 7 anni fa, alla fine del 2005, è stato emanato il primo conto energia, l’assegnazione degli incentivi avveniva sulla base della richiesta di realizzazione degli impianti, tanto che nel giro di pochi mesi sono state presentate oltre 12.400 domande per un totale di quasi 400 MW.

Di questi impianti però ne sono stati realizzati meno della metà (5.733 impianti per un potenza di quasi 164 MW), perché moltissime domande sono state inoltrate solo a scopo speculativo, sperando di vendere l’autorizzazione comprensiva di incentivo.

Il secondo conto energia, in vigore dal febbraio del 2007 fino alla fine del 2010, ha avuto il grande merito di assegnare l’incentivo a conclusione della realizzazione degli impianti e di distinguere tra impianti a terra, semi-integrati e integrati nel tetto.

Al contrario del primo conto energia, gli incentivi avevano un valore decrescente all’aumentare della potenza degli impianti. Con il secondo conto energia sono stati costruiti 203.736 per una potenza complessiva di oltre 6.800 MW. Verso la metà del 2010 è stato annunciato il terzo conto energia (emanato poi il 6 agosto 2010) che prevedeva nuovi incentivi, con una notevole riduzione rispetto a quelli del secondo conto energia. Questa variazione di incentivi ha scatenato una corsa contro il tempo per completare la maggior parte degli impianti entro il 2010, provocando un’isteria collettiva per la carenza di moduli fotovoltaici e inverters rispetto alle richieste. Con il terzo conto energia sono stati realizzati 38.355 impianti per una potenza complessiva di oltre 1.500 MW.
Il terzo conto energia è durato solo pochi mesi, perché il 5 maggio 2011 è entrato in vigore il quarto conto energia che ha ulteriormente abbassato il valore degli incentivi ed ha introdotto la lotteria del registro dei “grandi impianti” (impianti con potenza superiore a 200 kW a terra oppure con potenza superiore a 1.000 kW se realizzati su tetto). Finora con il quarto conto energia sono stati costruiti quasi 95.000 impianti per un potenza superiore a 4.500 MW.

Oggi si parla di un nuovo conto energia perché il costo degli incentivi ha superato 5,6 miliardi di Euro e quindi si intende rideterminare nuovamente il valore degli incentivi stessi, se non addirittura toglierli definitivamente.
I continui cambiamenti tra i diversi conti energia, non solo tariffari, ma anche di classificazione e di procedure autorizzative rendono caotico il modo di operare e di sviluppare investimenti in questo settore. Indipendentemente dal valore delle tariffe incentivanti, occorre avere stabilità delle condizioni economiche e giuridiche per valutare la convenienza nello sviluppare progetti e investimenti. Con un quadro tariffario e normativo in continua evoluzione è quasi impossibile riuscire a programmare tempi, costi e ricavi.
Ulteriore fattore tecnico fuori controllo è la regolazione della potenza fotovoltaica. In certi momenti estivi, gli impianti fotovoltaici installati sono in grado di produrre quasi tutta l’energia elettrica richiesta, ma in caso di rapide variazioni meteorologiche non si riesce a regolare la produzione per controllare la frequenza. A questo proposito, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha appena emanato una delibera che prevede il controllo remoto degli impianti fotovoltaici collegati alla rete di media tensione con possibilità di eventuale distacco dalla rete, ma anche con ulteriore contributo economico.

Meno male che siamo italiani. Solo gli italiani riescono a sopravvivere in Italia, perché solo con la fantasia, l’ingegno e la flessibilità italiana si riesce a far fronte all’attuale confusione esistente nel settore degli incentivi al fotovoltaico.

Mi sorge un dubbio: non sarà che tutto ciò sia stato creato ad arte come forma di protezionismo? Allora i politici italiani sarebbero davvero geniali, ma faccio molta fatica a crederlo.

Il Premio è stato istituito per invogliare le persone a scegliere i prodotti attenti all’ambiente e per incoraggiare le imprese a realizzarli. Ad attribuire il Premio a prodotti o servizi presenti in 40 categorie sarà una giuria composta da 10.000 italiani, dopo che il Comitato Scientifico avrà effettuato un primo vaglio dei prodotti e servizi candidati. Il riconoscimento è realizzato con il sostegno di mezzi di informazione, tra cui il settimanale Oggi, il summit in diretta web Ecoshow, il mensile Espansione, la tv Diva Universal.
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